“Tutto parte dal nostro intestino
a cui dovremmo guardare
con lo stesso interesse riposto
nei confronti del nostro cervello”
Professor Antonio Gasbarrini
Responsabile dell’Unità operativa
di Gastroenterologia
del Policlinico Universitario Gemelli di Roma
Soffrivo di reflusso e gonfiore di stomaco. Questo causava anche altri problemi di salute ai
quali cercavo da tempo una soluzione.
Vivo a Milano e ho effettuato il test Sistema Bioma mentre ero in vacanza a Petacciato.
Grazie alla guida del Dottor Alessandro ho cambiato le mie abitudini alimentari e mi sono
sentito da subito più energico.
Man mano che seguivo il percorso, sono migliorati tutti i miei disturbi, che ero
costretto a trattare con farmaci, il mio livello di infiammazione si e abbassato e i miei valori
del sangue sono rientrati nella norma.
Con questo nuovo stile di vita e con integratori su misura per me, la mia esistenza è cambiata in meglio.
Sono contento di condividere la mia esperienza perche spero possa aiutare anche altre
persone.
Giuseppe Puglisi
Questa è una buona notizia, perché significa che imparando a modulare l’alimentazione e senza ricorrere a medicinali, si può riuscire ad eliminare bruciore, gonfiore, acidità, reflusso, semplicemente sapendo esattamente quale cibo ti procura fastidio e inserendolo nella dieta con opportuni accorgimenti.
Potresti continuare a mangiarlo con gusto senza eliminarlo dalla tua alimentazione e senza che possa più procurarti problemi.
Purtroppo ultimamente si sta sviluppando una tendenza non salutare, e senza alcun fondamento scientifico, che è quella di eliminare completamente alcuni cibi, solo perché si crede che siano i responsabili dei problemi digestivi.
Niente di più sbagliato.
I migliori specialisti gastroenterologi, immunologi ed esperti di alimentazione, sono concordi sul fatto che nessun alimento deve essere eliminato, perché da ciascuno di essi il nostro organismo trae sostanze preziose per la salute.
Piuttosto, è stato dimostrato il contrario: spesso è proprio l’esclusione totale di alcuni alimenti che procura i maggiori danni.
È vero, alcune persone sono celiache, cioè risultano intolleranti al glutine in maniera irreversibile, ma sono appena il 2% della popolazione. Quelle persone devono necessariamente astenersi dal mangiare una bella pizza succulenta. Ma tu, se non sei celiaco, perché mai dovresti rinunciare a questo piacere del palato?
Altre persone hanno intolleranza irreversibile al lattosio, ma questa diagnosi, così come per la celiachia, viene fatta attraverso una apposita analisi prescritta dal medico. Queste persone non possono gustarsi un cappuccino in santa pace, perché immediatamente dopo devono correre in bagno. Ma sono solo il 6% della popolazione!
Dunque, se fortunatamente non appartieni ad alcuna di queste due categorie, cioè se non sei né celiaco, né intollerante al lattosio, perché dovresti privarti degli alimenti che più gradisci al mondo per non sentirti male?
Probabilmente mi risponderai che anche a te alcuni cibi ti “restano sullo stomaco”, ma quasi certamente si tratta solo di
INTOLLERANZA REVERSIBILE detta anche INFIAMMAZIONE DA ALIMENTI.
Acidità che ti sale su per la gola
Peso allo stomaco dopo mangiato
Bruciore gastrico che sembra
un fuoco acceso Mal di pancia che si muove nel tuo intestino
Stitichezza a sassolini
Attacchi di diarrea
nei momenti meno opportuni Gas imbarazzanti
Gonfiore che neanche al nono mese di gravidanza
Mal di testa con cui ti svegli al mattino
Cervicale che ti dura settimane
Prurito anale da scorticarti
▶ Aumento di peso che tutto ti sta stretto Sfoghi a chiazze sulla pelle
▶ Irritabilità che guai a chi ti guarda Notti senza chiudere occhio
Si tratta di una modalità negativa con la quale il nostro sistema digerente risponde a degli stimoli alimentari non appropriati.
Si conoscono oggi e vengono scientificamente spiegati tre tipi di infiammazione correlata al cibo:
• Infiammazione da assunzione ripetuta di alcune famiglie di alimenti.
• Infiammazione da assunzione di zuccheri.
• Infiammazione da errato bilanciamento di nutrienti ad ogni pasto.
• Ipertensione
• Diabete mellito
• Malattie cardiache
• Artrosi e artrite
• Osteoporosi
hanno spesso origine da una condizione infiammatoria.
L’Osservatorio Nazionale sulla Salute nelle Regioni Italiane, ha valutato che le malattie croniche l’anno scorso hanno interessato quasi il 40% della popolazione del nostro Paese, cioè 24 milioni di persone, delle quali 12,5 milioni hanno multi-cronicità.
Le prospettive sono ancora più preoccupanti: tra 10 anni, cioè nel 2031, il numero di malati cronici salirà a 25 milioni, mentre i multi-cronici saranno 14 milioni.
La patologia più frequente è l’ipertensione, con quasi 12 milioni di persone affette nel 2028, mentre l’artrosi/artrite interesserà 11 milioni di italiani; per entrambe le patologie ci si attende 1 milione di malati in più rispetto al 2017. Tra 10 anni le persone colpite da osteoporosi, invece, saranno 5,3 milioni (500 mila in più) e quelle colpite da diabete e malattie cardiache rispettivamente 3,6 milioni e 2,7 milioni.
Certamente sarebbe meglio evitare di ammalarsi.
Monica lavora in un panificio.
Come puoi immaginare, anche se ha solo 42 anni, è affaticata da una vita pesante. Deve inoltre occuparsi della casa e di due bambini, di 8 e 10 anni da accudire da sola perché suo marito… va be’, lasciamo perdere. Deve mettersi in piedi dopo appena qualche ora di sonno, in piena notte, e muoversi in casa al buio, per cercare di non svegliare Antonio e Marco.
Oramai ci è abituata, a camminare leggera nelle tenebre. Si lava, si veste veloce, manda giù un caffè a secco e chiusa la porta alle spalle, scivola lungo le scale, si infila in macchina e corre via.
Per fortuna c’è sua madre, santa donna, che arriva ogni mattina ad aiutare i bambini.
Monica rientra per il pranzo e va a dormire. Una vita pesante.
È pallida, stanca e piuttosto giù di morale.
Alla fine dell’estate, non aveva ancora fatto una giornata di mare, pur avendolo a portata di mano.
Le consigliai di consultare il medico per un dosaggio della Vitamina D.
In effetti l’analisi rivelò un valore insufficiente. Poi fece una MOC al calcagno, che evidenziò una osteopenia, cioe una ridotta densita della massa ossea, l’anticamera dell’osteoporosi.
Pur assumendo la vitamina D per diversi mesi, come da prescrizione medica, ottenne risultati scarsissimi.
Eppure la Vitamina D consente all’intestino di assorbire fosforo e calcio, i due minerali essenziali per la robustezza delle ossa, dei denti e dei muscoli.
Quando la vitamina D scarseggia, aumenta la fame nervosa e, di conseguenza, il peso corporeo, aumenta la tristezza e si riduce l’energia.
Molto opportunamente il medico le ha fatto fare altri esami, ma non c’era alcuna anomalia.
“Monica, sei troppo stressata”, le ha detto. Tutto qui.
“Sta tutto bene, ma non sto bene”, si è lamentata Monica a gennaio, profondamente scoraggiata e sfiduciata.
Le ho proposto di indagare meglio e di eseguire una analisi delle intolleranze alimentari e dell’infiammazione intestinale così abbiamo scoperto la vera causa delle sue sofferenze. L’infiammazione era molto alta. Ecco perché la Vitamina D non risultava efficace: semplicemente non veniva assorbita nel modo corretto.
Viene fuori anche che ha una forte sensibilità ai latticini e al nichel.
“Caspita! Io ne ho mangiati tanti di formaggi in questi ultimi mesi. Mi erano stati raccomandati per l’apporto di calcio. Non sapevo di fare una cosa dannosa”.
Poiché a tutto c’e rimedio, ci mettiamo con pazienza a lavorare sulle modifiche da apportare alle sue abitudini di vita e su una corretta integrazione.
Nel nostro colloquio abbiamo valutato insieme la possibilità di piccoli ma risolutivi cambiamenti, continuando l’assunzione di Vitamina D, come prescritto dal medico, ma con una sostanziale modifica: invece che una assunzione settimanale, ora prende la vitamina D tutti i giorni.
Finalmente dopo un mese dall’analisi, per la prima volta finalmente la vedo sorridere.
Monica è rilassata, mi racconta di aver perso due taglie e di sentirsi piena di energia. Adesso ha ricominciato a fare progetti sulla sua vita.
Chi ha disturbi di stomaco o di intestino, spesso non ha nessuna patologia diagnosticata.
Tutte le tue analisi sono a posto?
La gastroscopia è risultata negativa?
Eppure hai continui problemi di acidità o di bruciore, di reflusso e gonfiore.
Oppure hai frequenti mal di pancia, stitichezza o improvvise scariche di diarrea.
Oppure soffri di gas intestinali che limitano la tua vita sociale e ti imbarazzano quando sei in compagnia.
Sei costretto a rinunciare ai piaceri della tavola perche sai che poi staresti male.
Ma che vita è?!
Quello che devi fare, prima di tutto, è capire quali sono le cause dei tuoi disturbi, e seguire un metodo efficace e sperimentato per non soffrirne più, in maniera da tornare libero di mangiare senza rinunce e senza più medicine.
Anche perché
È incredibile se rifletti su quante decisioni, anche importanti, non sei riuscito a prendere, di quante occasioni hai perduto nella tua vita perché vinto dall’ansia di poter commettere un errore.
Poi ti sei morsa le mani per non aver avuto il coraggio di fare quelle scelte che avrebbero reso migliore la tua esistenza.
È brutto dirlo, ma molto spesso chi comanda, chi decide, non siamo noi ma la nostra ansia. Senza considerare poi tutti i disturbi organici derivanti dall’ansia, dalla gastrite alla diarrea ricorrente, dal mal di testa al gonfiore addominale, fino a patologie ben più gravi.
Ma è la pancia in disordine che fa venire l’ansia o è l’ansia che disordina la pancia? Sono entrambe le cose insieme.
È ormai accertato dalla scienza che esiste uno stretto collegamento tra cervello e intestino e che per stare veramente bene, dobbiamo occuparci in maniera efficace di entrambi gli organi per vivere una vita di benessere completo e appagante.
Se soffri di intolleranze alimentari, non sei solo gonfia, ma anche stanca, sfiduciata e spesso irritabile e di cattivo umore. Più ti senti gonfia, più rispondi male anche alla più semplice domanda, sei scontrosa, ti pare che ogni cosa vada storta, sei critica con tutti, anche con chi ti vuole bene. Di una persona così in genere si dice che è “acida”.
Ti sei mai chiesta con quanta fatica riesca a sopportarti chi ti sta vicino?
Con la nostra analisi scopri cosa ti produce infiammazione e malessere e come puoi intervenire per modificare in modo positivo la tua vita e le tue relazioni.
Se sei un tipo acido hai una carenza di antiossidanti e vai incontro velocemente all’invecchiamento generale. Per farti comprendere facilmente a cosa servono gli antiossidanti ti faccio l’esempio del limone.
Se tagli a metà una mela e la lasci per qualche ora esposta all’aria, la ritrovi annerita nella superficie del taglio. Ma se ci spremi sopra qualche goccia di limone, questo non succede.
Il succo di limone e ricco di antiossidanti tra i quali la Vitamina C.
All’interno del nostro corpo si sviluppano continuamente processi ossidativi che causano l’invecchiamento delle cellule e degli organi.
Se vuoi rimanere giovane a lungo, devi abbassare l’infiammazione intestinale e mangiare in,modo da limitare i danni degli agenti ossidanti, cioè “invecchianti”.
Chi ti sta a fianco desidera ritrovare la persona di cui si è innamorato un tempo e che vive dentro di te: sorridente, positiva, piena di energia e di voglia di vivere.
voglio digerire bene con leggerezza
voglio diminuire l’ansia e dormire sonni tranquilli
voglio sbloccare il mio intestino pigro
voglio sbarazzarmi del reflusso
voglio risolvere i miei problemi di digestione
voglio svegliarmi senza bruciore di stomaco
dove ero stata per uno dei miei corsi di aggiornamento, incontrai sul treno un noto giornalista italiano.
Era una domenica pomeriggio. Notai che aveva un polso fasciato.
In prossimità della stazione in cui sarebbe sceso, mio figlio lo aiutò a prendere il bagaglio ed io approfittai per chiedergli cosa gli fosse successo.
Mi parlò di una tendinite. L’ortopedico gli aveva detto che se non fosse passata con la cura di antinfiammatori che gli aveva prescritto, probabilmente avrebbe dovuto subire un intervento chirurgico.
“Certamente lei ieri sera ha mangiato una pizza con la mozzarella” azzardai, “e oggi le fa ancora più male”.
Mi guardava con un’espressione stupita.
“Lei cosa ne sa?”
“E come se non bastasse” aggiunsi “lei fa colazione tutte le mattine con cornetto e cappuccino.”
A queste parole rimase sbalordito.
“Scusi ma lei chi è? Cosa fa, mi spia?”
Risi e gli tesi la mano per presentarmi.
“Mi occupo di infiammazione da cibo e disturbi gastrointestinali, sono farmacista.”
Gli dissi il mio nome mentre continuava a guardarmi con aria sospettosa.
“Effettivamente ieri sera ho mangiato una pizza, la mangio spesso. E faccio tutte le mattine quel tipo di colazione. Ma cosa c’entra con il mio polso?”
Non c’era tempo per le spiegazioni, gli dissi semplicemente che aveva un’infiammazione da cibo e gli diedi ugualmente qualche suggerimento fondamentale per eliminare il dolore che lo affliggeva.
Dopo circa sei mesi ci incontrammo nuovamente a Pescara, in occasione di una manifestazione culturale alla quale era stato invitato a parlare. Prima del suo intervento mi avvicinai per salutarlo ed informarmi su come stesse il suo polso. Mi riconobbe immediatamente e mi salutò sventolando la mano come un trofeo
“Ho seguito i suoi consigli, sa? Mai più avuto dolore. Non ho dovuto fare nessun intervento”.
Naturalmente questo signore mangia ancora la pizza e il cornetto, ma lo fa adottando le precauzioni che gli ho suggerito.
Pizza e cornetto non sono alimenti tossici, come adesso è di moda andare dicendo, ma in alcuni casi, soprattutto se se ne abusa, possono provocare un’infiammazione dell’area gastrointestinale, che poi si diffonde in tutto l’organismo, provocando disturbi e malesseri di ogni tipo, comprese quelle ai tendini alle articolazioni.
Pensa che anche la cefalea, la cistite, la candida, l’acne e molte dermatiti sono causate da questa infiammazione.
Anche alimenti di per sè sani, come la pizza e i formaggi, se assunti nella maniera sbagliata, alla lunga possono generare reazioni infiammatorie.
La pubblicità ti bombarda con nuovi prodotti per digerire e sgonfiare. Sono certa che li hai provati tutti.
Ma il tuo dolore è sempre lì che ti aspetta.
Se continui ad imbottirti di antiacidi e protettori gastrici, non farai altro che mettere un coperchio su una pentola in ebollizione: prima o poi il coperchio salta.
Se invece ti prendi subito cura di te stesso e della tua salute con un programma specifico ed esclusivo, studiato apposta per te e per i tuoi particolari problemi, non solo non peggiorerai ulteriormente la situazione, ma potrai ritrovare ben presto il tuo equilibrio e abbandonare la tua sofferenza.
Sono Maria Antonietta Labrozzi, farmacista ed esperta in Nutrizione Clinica. Mi ha sempre appassionata la relazione tra alimentazione e salute e sono convinta che ci si possa curare anche con il cibo. Nel 1984 mi sono laureata con una Tesi in Scienza dell’Alimentazione e da quarant’anni non smetto di studiare per aiutare le persone a stare meglio.
Ho creato il percorso SistemaBioma perché chi soffre di problemi gastrointestinali e gonfiore addominale, ha bisogno di un metodo semplice da seguire e di una guida costante che risponda alle sue domande senza abbandonarlo a se stesso.
Perciò ho formato degli specialisti che condividono questo progetto e che sono a tua disposizione per renderti la vita migliore.
Non ci sostituiamo al medico, ma possiamo affiancarlo nella gestione dei disturbi di lieve entità, di origine non patologica.
Probabilmente su questa mia scelta professionale ha pesato anche il fatto che fin da bambina ho avuto problemi di allergie di cui nessuno capiva l’origine e nelle foto di quel periodo appaio molto magra ma con il pancino prominente.
Inoltre soffrivo di una stipsi ostinata.
Nel tempo ho imparato che questi fattori sono strettamente collegati tra di loro e sono riuscita a trovare il modo di risolvere i miei problemi e di mettere a disposizione dei miei pazienti le mie competenze e la mia passione.
Ma adesso basta parlare di me.
Se stai leggendo queste pagine è perché anche il tuo stomaco e il tuo intestino hanno qualcosa che non va come dovrebbe, ed è di questo che dobbiamo occuparci.




Non se ne può più di sentire persone che hanno problemi con qualche tipo di cibo ed è diventato complicato persino avere ospiti a tavola: ciascuno di loro è intollerante a qualche piatto.
Ma ti pare possibile!
Una volta si mangiava tutto ciò che veniva servito, senza tante storie e la gente si godeva la vita.
Adesso pare che anche solo a guardarlo, un piatto di pasta o quel che è, ti fai gonfiare la pancia.
Così si arriva a decisioni drastiche e radicali:
• via il pane
• via la pasta
• via la pizza
• via il latte
• via i formaggi
• via la frutta
• via il vino
• via la birra
Resta solo la tristezza, e nemmeno così la pancia si sgonfia.
Tutte queste rinunce non fanno altro che renderti sempre più isolato e di malumore.
La condivisione a tavola è uno dei maggiori piaceri della vita. Perché rinunciarci?
Il metodo Sistema Bioma, da me ideato nel corso di 30 anni di studi ed esperienza sul campo, ti insegna come mangiare QUALSIASI ALIMENTO senza avere conseguenze di gonfiore addominale o acidità di stomaco.
Il percorso nutrizionale Sistema Bioma che si basa su una analisi riconosciuta scientificamente e su un programma di integrazione personalizzato, ti permette di mangiare quello che ti pare senza avere più disturbi di gonfiore e cattiva digestione.
NEANCHE SE MANGI LA PIZZA E BEVI UN BICCHIERE DI BIRRA.
Il metodo Sistema Bioma è stato seguito con successo da oltre 387 persone fino ad oggi, di cui il 70% ha trovato beneficio già dopo le prime due settimane.
Si tratta di una modalità negativa con la quale il nostro sistema digerente risponde a degli stimoli alimentari non appropriati.
Si conoscono oggi e vengono scientificamente spiegati tre tipi di infiammazione correlata al cibo:
• Infiammazione da assunzione ripetuta di alcune famiglie di alimenti.
• Infiammazione da assunzione di zuccheri.
• Infiammazione da errato bilanciamento di nutrienti ad ogni pasto.
1. Effettuerai un primo check up con uno dei nostri farmacisti specialisti che ascolterà quali sono le tue problematiche e ti proporrà l’esame più adatto alle tue esigenze.
2. Eseguirai un esame che evidenzia il tuo stato infiammatorio e individua esattamente quali sono le tue intolleranze transitorie.
3. Riceverai il risultato dell’analisi e il farmacista che ti segue ti spiegherà quali sono i punti critici su cui lavorare per ottenere il miglioramento.
4. Riceverai tutte le indicazioni per le tre fasi del programma, sia per l’aspetto alimentare che riguardo agli eventuali integratori nutraceutici attivi che ti saranno necessari per tornare al tuo equilibrio gastrointestinale.
5. Sarai affiancato costantemente dal tuo specialista personale che monitorerà i tuoi miglioramenti e al quale ti potrai rivolgere ogni volta che ne avrai bisogno, fino al completo raggiungimento dei risultati desiderati.
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